sabato 22 novembre 2014

LATINA, LE MANI SULLA CITTA'/2 - APOLOGIA DEGLI UOMINI LIBERI




In pochi mesi abbiamo scoperto una serie di cose che ignoravamo sullo sviluppo della nostra città. Per esempio, che nel futuro di Latina, già oberata di supermercati, ci sarebbe una nuova “infornata” di centri commerciali (con quali soldi?) di cui uno di dimensioni colossali, il più grande del Lazio, e uno pronto a essere realizzato nei pressi delle autolinee nuove. 

Abbiamo scoperto che sono in procinto di essere costruiti una serie di nuovi palazzi e edifici, alcuni in posti impensabili, come nel cortile di uno stabile già esistente, o in un’area verde utilizzata da bimbi, mamme e famiglie, a ridosso, tra l'altro, di una Scuola. 

Ed è proprio di questi giorni la notizia che la Procura di Latina sta indagando sui rapporti tra la società di Calcio, che ambiva alla serie A, e il Comune, dopo la scoperta che i lavori per l’ampliamento della Tribuna ospiti non erano stati svolti in maniera regolare e che le gradinate non erano mai state collaudate.



Mi sembrano cosi lontani quei giorni in cui tutta la città si esaltava per la vicende della squadra di calcio e non prendeva in considerazione nessun pensiero alternativo. Eppure anche in quei giorni c'era il solito fesso, che si prendeva la briga di andare contro tutto e tutti, di passare per il Gufo di turno,  ignorato dai più, che vi avvertiva del pericolo incombente, della pericolosa concentrazione di potere nelle mani di pochi uomini, dei troppi conflitti di interesse presenti in Comune, a cui nessuno prestava attenzione, del rischio che si correva nell'assegnare ad una squadra di calcio tutta la dignità di una città. Che voleva essere da Serie A, solo nell'apparenza, ma non nella sostanza. 

Mentre giornali, e giornaletti, locali glorificavano l'avanzata finale di una squadra che costruiva il proprio futuro, con una struttura per la curva irregolare e le chiacchiere e i dubbi che la accompagnavano, il fesso di turno avvertiva, tramite i Social Network e richiamava “all’ordine” una classe giornalistica e politica che si era appiattita, quasi in maniera indistinta, sull’evento del momento. "Il popolo può festeggiare – scrivevo - I giornalisti no. Dovrebbero fare il loro lavoro e fugare i dubbi sul pericoloso connubio calcio-politica".

Pochi giorni prima avevo pubblicato un emblematico video, all’indomani dell’ennesima e glorificata vittoria, del Film di Francesco Rosi “Le Mani sulla Città”, titolo tornato stranamente di moda in questi giorni. Ovviamente, come successo con altri argomenti, come la politica nazionale e in tante altre piccole e continue occasioni che riguardano la nostra città, nessuno ha prestato occasione a questi appelli, a questo invito alla responsabilità rivolto prima di tutto ai giornalisti e ai politici, che più di altri hanno.. responsabilità. 

Ora, a pochi mesi di distanza, tra calcio, politica, cemento e centri commerciali, tutti sanno cosa bolliva in pentola a nostra insaputa. E se in molti hanno aperto gli occhi sul futuro e sullo sviluppo di Latina, e anche merito di quelli come me, che instancabilmente parlano, quando tutti tacciono. O quando tutti pensano e urlano con veemenza il contrario. 




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GLI UOMINI LIBERI E' forse questo il destino degli indipendenti, degli uomini liberi. Parlare. Indirizzare. Svegliare. Avvertire. Prendersi gli insulti e gli sbeffeggiamenti, patire e ricercare la solitudine, per affermare quella verità, che in quel momento nessuno vede, o vuole vedere, che tutti sbeffeggiano, per ignoranza o per convenienza, e che poi mesi, anni dopo, cavalcheranno in molti, compresi quelli di cui sopra. 

Solo allora le verità bistrattate diventano banalità e verità. Momento di aggregazione e consapevolezza per la popolazione, grazie a chi ha il coraggio di andare controcorrente, senza dover rendere conto a nessuno. Di parlare quando tutti tacciono. Di volare sopra la contingenza del momento. Di rischiare sulla propria pelle, senza alcun tornaconto. Figli illegittimi della Patria, che l’Italia costringe a farsi da parte o emigrare all’estero, in cerca di lidi migliori.



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